Così il Governo pensa di rilanciare l’Editoria

ROMA – Governo Conte al lavoro per il Decreto legge Bilancio per sostenere l’economia nella fase due di gestione della crisi provocata dall’emergenza Coronavirus. Le proposte dei ministeri sono confluite in un documento di oltre 770 pagine al vaglio della Ragioneria Generale dello Stato.
Si va dalla proroga per il trattamento di Cassa integrazione, che potrebbe essere di 12 settimane e non di 18 come ipotizzato inizialmente e partirebbe dai periodi che decorrono dal 23 febbraio fino al 31 ottobre. La Ragioneria, infatti, limita a 12 settimane il periodo di copertura finanziabile con una spesa di 1,2 miliardi.

Ancora: estensione dai 60 giorni del Cura Italia a cinque mesi per i licenziamenti. Verrebbe, così, ampliato il periodo nel quale sono preclusi i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e sospende anche le procedure pendenti. Viene, inoltre, concessa la possibilità al datore di lavoro di revocare in ogni tempo l’eventuale licenziamento purché faccia richiesta di cassa integrazione salariale in deroga.
Altre ipotesi: un “Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali”, con una dotazione di 150 milioni di euro, destinato al sostegno delle librerie, dell’intera filiera dell’editoria, nonché dei musei. Il Fondo sarebbe destinato anche “al ristoro delle perdite derivanti dall’annullamento, in seguito all’emergenza epidemiologica da Covid-19, di spettacoli, fiere, congressi e mostre”.
Prevista la proroga di 6 mesi, dal 30 giugno al 31 dicembre 2020, del termine previsto dalla procedura per il riequilibrio finanziario dell’Inpgi. Per i giornalisti dipendenti iscritti all’Inpgi, inoltre, viene previsto che la contribuzione figurativa spettante per la cassa integrazione Covid venga accreditata all’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani e non all’Inps.
Innalzamento dal 30% al 50% dell’importo massimo degli investimenti pubblicitari nel settore editoriale ammessi al credito d’imposta, forfettizzazione delle rese dei quotidiani ai fini della riduzione pagamento dell’Iva aumentata dall’80% al 95%, riconoscimento di un credito d’imposta dell’8% della spesa sostenuta nel 2019 per l’acquisto della carta.
Inoltre, un contributo una tantum fino a 500 euro per gli edicolanti, un credito d’imposta pari al 30% della spesa sostenuta nel 2020 per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate digitali e la proroga di sei mesi – dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021 – per gli affidamenti dei servizi di informazione primaria.
Nella relazione contenuta nel documento si precisa che le stime sull’andamento del mercato pubblicitario relative al primo semestre dell’anno segnalano, rispetto allo stesso periodo del 2019, una caduta verticale degli investimenti pubblicitari, che arriverebbe fino al 90% per il sistema radiotelevisivo locale (stima Confindustria Radio Televisioni) e si attesterebbe almeno al 50% per i giornali (-45% per i quotidiani e -60% per i periodici, secondo i dati Fieg).
Per contrastare la crisi, viene proposto di portare dal 30 al 50% l’importo massimo dell’investimento pubblicitario ammesso al credito d’imposta. Il tetto di spesa per il 2020 è innalzato fino a 60 milioni di euro, con un incremento delle risorse già disponibili a legislazione vigente pari a 32,5 milioni di euro.
Per il 2020 viene, inoltre, previsto che per il commercio di quotidiani e di periodici, l’Iva possa applicarsi, in deroga al regime vigente, in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfetizzazione della resa del 95 per cento, in luogo dell’80 per cento previsto in via ordinaria.
Alle imprese editrici di quotidiani e di periodici verrebbe riconosciuto, inoltre, un credito d’imposta pari all’8% della spesa sostenuta nel 2019 per l’acquisto della carta, entro il limite di 24 milioni di euro per il 2020.
A titolo di sostegno economico per gli oneri straordinari sostenuti durante l’emergenza sanitaria, agli edicolanti sarebbe riconosciuto un contributo una tantum fino a 500 euro, entro il limite di 7 milioni di euro per il 2020.
Alle imprese editrici di quotidiani e di periodici, che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato, andrebbe un credito d’imposta pari al 30% della spesa effettiva sostenuta il 2019 per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale, nel limite di spesa di 8 milioni di euro per il 2020.
Tra le proposte anche il superamento dell’attuale regime di pubblicità degli avvisi per le aste pubbliche, prevedendo l’obbligo, in luogo della mera facoltà, della pubblicazione sui quotidiani e una procedura straordinaria semplificata per l’accesso ai contributi diretti per l’editoria.
Per quanto riguarda le agenzie di stampa, viene proposto di prorogare di sei mesi – dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021 – la durata dei contratti già in essere alla data di entrata in vigore del decreto, stipulati con le agenzie di stampa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, quale centrale di committenza per l’acquisizione dei servizi giornalistici e informativi. La proroga è indicata come funzionale a garantire la continuità dell’erogazione dei servizi di informazione primaria per le amministrazioni centrali dello Stato, anche a fronte delle sopravvenute esigenze e priorità imposte dal perdurare dell’emergenza.

Bonus anche a chi ha il Reddito di cittadinanza, fino a 600 euro

Tra le novità ipotizzate nel decreto Rilancio anche il riconoscimento del bonus anche a chi percepisce il reddito di cittadinanza. Naturalmente, l’indennità prevista dal Governo per i lavoratori autonomi e dipendenti che hanno ridotto la loro attività a causa dell’emergenza Covid non è aggiuntiva, ma integrativa. In sostanza, sarà riconosciuta anche ai percettori del reddito di cittadinanza “fino al raggiungimento della somma complessiva di 600 euro se l’importo del reddito di cittadinanza in godimento è inferiore a 600 euro”.

Bonus 600 euro pagato a 9.014 giornalisti iscritti all’Inpgi 2

A fronte di 10.712 richieste del bonus da 600 euro (previsto dal decreto Cura Italia e pagato dallo Stato) giunte entro fine aprile, sono stati messi in pagamento 9.014 trattamenti in favore di altrettanti professionisti iscritti alla Gestione separata dell’Inpgi, per un importo totale di poco meno di quasi 5,5 milioni di euro. L’ultimo blocco di istanze è stato liquidato ieri.
L’Inpgi ricorda che l’eventuale prolungamento dell’indennità è ancora oggetto d’esame in sede governativa, così come l’eventuale conferma, o modifica delle condizioni e dei requisiti di accesso, giacché nelle bozze del “decreto maggio” compare la possibilità per gli iscritti ad altri Enti previdenziali di far domanda per il bonus da 600 euro, intervento avviato dall’Esecutivo per sostenere il reddito dei lavoratori danneggiati dagli effetti del Covid-19. (giornalistitalia.it)